Silvia Blezza Picherle 19 dicembre 2020

Che piacere ritrovare i testi di Francesco Tonucci, le sue acute osservazioni e riflessioni sull’infanzia, il suo saper ascoltare e capire i bambini, la sua capacità di difenderne i diritti!

Con l’editrice Zeroseiup ha pubblicato di recente Perché l’infanziaManuale di guerriglia urbanaLe bambine e i bambini pensano in un altro modo, veri gioielli psicopedagogici. Ma ha riproposto, tra gli altri, testi che non erano più disponibili, come Se i bambini dicono: adesso basta! – A scuola ci andiamo da soliLa città dei bambini. Un modo nuovo di pensare la città.

Una gioia per me trovarli riediti e risentire, anche in Italia, dopo tanti anni la sua voce. Perché dovete sapere – ma probabilmente lo sapete già – Tonucci è una “star” in Sudamerica e in Spagna, dove è molto conosciuto ed i suoi libri vendono tantissimo. Me l’ha confidato lui stesso quando l’avevo invitato, parecchi anni fa, all’Università di Verona per parlare dell’ascolto dell’infanzia.

Mi sembra doveroso che nell’ambito della ricerca, della pedagogia, della didattica non ci si dimentichi di chi ha parlato e fatto ricerca sulla cultura dell’infanzia come pioniere, aprendo tante strade di pensiero. Lo considero un “dovere” citare non solo gli studi recenti ma anche chi è a monte degli stessi. Non è un omaggio – si badi – ma un rigore scientifico. Senza contare che i libri di Tonucci, quelli di ieri e quelli di oggi, non solo sono attualissimi ma direi “innovativi”. Perché? A voi lettori scoprirlo.

Seguo Tonucci da tantissimo tempo e tutti i miei scritti letterari e pedagogici si sono ispirati anche alle sue ricerche, al suo modo di pensare e capire l’infanzia. In realtà, da quando l’ho incontrato con i suoi primi scritti, ho subito trovato una consonanza di pensiero, di idee pedagogiche, di modo di pensare ai bambini. Uno studioso come lui era ed è una rarità, perché chi l’ha seguito nel tempo sa che coniuga ricerca “seria” con un’incredibile capacità di ascolto e comprensione dell’infanzia, dote rarissima in un mondo in cui tanti, troppi parlano dell’infanzia e la guardano con l’occhio dell’adulto.

Chi è Tonucci? Certo tutto lo conoscono, però due note mi piace metterle. Dopo la laurea in Pedagogia entra nel 1966 come ricercatore all’Istituto di Psicologia del CNR. Ed ora, dopo la pensione, continua a svolgere l’attività di ricercatore associato sempre per il CNR presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione. Da quasi 30 anni è responsabile del progetto internazionale “La città delle bambine e dei bambini” con una rete di più di 200 città italiane ed altri paesi stranieri.

E che dire sei suoi “fumetti” psicopedagogici? Le sue vignette che si firma come Frato? Con pochi abili tratti, con un’acuta e sottile vena critica (e di humor) verso i difetti degli adulti educatori, ci fa entrare nei pensieri e sentimenti dei bambini. Per me i suoi “libri a fumetti” Con gli occhi del bambino e Bambini si nasce (1988) sono stati dei veri manuali di Pedagogia, che ho utilizzato nei miei corsi universitari di Pedagogia della Comunicazione (Corso di laurea in Scienze della Comunicazione, Università di Trieste). Che stupore per quegli studenti, assolutamente a digiuno di tutto ciò che riguarda l’educazione! Li ho conquistati, anzi Tonucci li ha conquistati. E partendo dalle sue vignette, così incisive, ho poi presentato la teoria, a quel punto diventata vivida e reale.

Ringrazio Francesco Tonucci, di tutto, anche a nome dell’infanzia e non c’è slide che utilizzo nella formazione in cui non ci sia una sua vignetta.

Ma non lo abbandono, ci mancherebbe! A lui dedicherò altro scritti in un’altra sezione del sitoTenetelo d’occhio!